«La sfida è il “durante noi”»

Costruire percorsi di autonomia per chi ha disabilità fisica o psichica. Pensare al distacco dalle famiglie in modo graduale, coinvolgendo i genitori, affinché tutto avvenga col massimo supporto umano. Sperimentare forme di indipendenza e far sì che esse si possano realizzare già nel “durante noi” familiare, senza aspettare che l’allontanamento si imponga improvviso, col venir meno dell’assistenza dei parenti. Con questi ed altri obiettivi nasce “Noi speriamo che ce la caviamo da soli…”, progetto di scala nazionale, formato da una rete di tredici associazioni su dodici regioni. Dal Piemonte alla Puglia, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, i partner stanno mettendo in campo formule di coabitazioni, esperienze residenziali, occasioni aggregative, laboratori, momenti volti a favorire capacità cognitive, verso l’elaborazione di un modello replicabile per soatenre chi ha bisogno di maggiore aiuto a “cavarsela da solo”, cioè a essere meno legato all’assistenza familiare. «L’obiettivo è pensare al benessere e all’inclusione delle persone disabili, favorendo però la loro graduale autonomia abitativa nel “durante noi” – spiega Franco Tonucci, presidente di Aias Pesaro, capofila del progetto – Dal monento che un figlio non può più contare sul caregiver familiare, ha come unica prospettiva oggi quella d’essere trasferito in un Coser – Comunità socio educativa riabilitativa dove nelle Marche per esempio la persona può restare fino ai 65 anni, per poi spostarsi ancora in un Rsa – Residenza sanitaria assistenziale. Parliamo di strutture che garantiscono supporto, certo – continua Tonucci – Ma si dovrebbe ormai pensare a creare, anche per la disabilità, condizioni di coabitazione comunitaria. Nei percorsi elaborati nel progetto, quattro dei nostri ragazzi hanno avuto la possibilità di condividere spazi e momenti conviviali infrasettimanali, trascorrere week end “lontano da casa” insieme agli amici del centro, tra visite a musei, partite di bowling, gite, eventi sportivi. Il beneficio per le famiglie e per i figli è pienamente positivo, l’autonomia è un diritto universale e un valore prezioso».

Noi speriamo che ce la caviamo da soli… segue gli indirizzi che dagli anni ’80 si sono fatti strada nell’Unione Europea nel segno dell’indipendenza ed è in linea con quanto indicato dalla legge sul “Dopo di noi” del 2016. Realizzato con sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il progetto ha un valore di 900mila euro e terminera nel 2020. Interessa direttamente cinquantadue persone mentre altre duecento sono parte dell’attività di indagine e promozione, poi ci sono le famiglie, i volontari e gli operatori coinvolti. Nella rete, fra attività di crescita cognitiva e abitativa, rientrano le associazioni Aias e Insieme a Pesaro, Abitare Insieme a L’Aquila, Aladino a Terni, Anffas Cagliari, Csa a Messina, Conca d’Oro a Vicenza, Cpd a Torino, Ecopark a Udine, Fuorigioco a Mantova, Gad a Forlì, Insieme per i disabili a Lecce, Semi di Pace a Tarquinia, col supporto tecnico di CSV Marche. «Anche se il “dopo di noi” è un pensiero importante, nelle famiglie il distacco dai figli disabili è vissuto con grande apprensione, perché la responsabilità che si sente verso loro è particolarmente intensa» spiega Tonucci. Dunque per affrontarlo con la dovuta cura, il progetto ha previsto anche momenti di confronto dove, in dei Focus Group, parenti e operatori affrontano e si misurano con la dimensione dell’autonomia.

Articolo pubblicato su l’Avvenire, 1 ottobre 2019, di Marco Benedettelli

«L’obiettivo è pensare al benessere e all’inclusione delle persone disabili, favorendo però la loro graduale autonomia abitativa nel “durante noi” Nei percorsi elaborati nel progetto, quattro dei nostri ragazzi hanno avuto la possibilità di condividere spazi e momenti conviviali infrasettimanali, trascorrere week end “lontano da casa”»

CONTATTI

Tel. 0721 375 822

Fax. 0721 375 822

Info@celacaviamodasoli.it

Collaborazione tecnica

Segui la pagina Facebook

Noi ce la caviamo da soli…