Al servizio della libertà

“Era da tempo che aspettavamo questa possibilità per nostro figlio!”Così esordisce la mamma di una persona adulta con lieve ritardo cognitivo quando spieghiamo il progetto che vogliamo realizzare: vivere in un appartamento i fine settimana, dal venerdì alla domenica sera, insieme ad altre persone con lieve disabilità e a un Educatore, per sperimentare cosa significa gestirsi in autonomia e affrontare gli imprevisti della quotidianità.

L’appartamento è bellissimo, luminoso e accogliente, si trova a Canneto

sull’Oglio in posizione centralissima e i protagonisti sono 6 ragazzi di età compresa tra i 21 e i 28 anni, provenienti dal territorio limitrofo.

Il progetto si chiama “Noi speriamo che ce la caviamo da soli” e ha come

criterio esecutivo quello di creare un gruppo di persone il più possibile

complementari fra loro, di modo che le capacità dei singoli possano rafforzare quelle del gruppo, puntando a far emergere le potenzialità di ciascuno.  È un progetto che ha come obiettivo la libertà e ha a che fare con la possibilità di progettare il proprio futuro, in linea col sogno di autonomia e di integrazione che i nostri ragazzi esprimono. Sono previsti momenti di confronto e supporto per i famigliari che si troveranno

a vivere il “paradosso del distacco”, anche se sempre immaginato e desiderato. La signora Montico, mamma di una ragazza con la Sindrome di down che vive da anni in un appartamento insieme ad altre persone con disabilità cosi si esprime: “è la famiglia che acconsente o meno all’autonomia del figlio; è la famiglia che deve fare un passo indietro, mollare la mano che tiene stretta per accendere nel figlio il desiderio di decidere. Il ragazzo deve sapere che può farcela da solo. Questo è un progetto che chiede molto alla famiglia, per questo la famiglia va aiutata.” Per questo motivo le nostre famiglie sono seguite e accompagnate durante il percorso da una psicologa incaricata ad

effettuare incontri periodici con le famiglie, i protagonisti e gli operatori. Questi ultimi sono compagni di viaggio che affiancano, sollecitano il pensiero, rispettando tempi e decisioni; essi lavorano al servizio della libertà e non del controllo e hanno il compito di cercare strade speciali per obiettivi normali: affetti, lavoro, casa.

“E’ la famiglia che deve fare un passo indietro, mollare la mano che tiene stretta per accendere nel figlio il desiderio di decidere”

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Noi ce la caviamo da soli…